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Il debutto di Bea Scaccia da Gagosian a New York

aggiornato al 21 Agosto 2026

Il debutto di Bea Scaccia da Gagosian a New York

Gagosian presenta Groomed, una mostra di sette nuovi dipinti di Bea Scaccia, che inaugura il 22 settembre nella sede Park & 75 di New York. La mostra segna il debutto dell'artista italiana con Gagosian ed è la seconda tappa di una nuova serie di solo presentations curate da Francesco Bonami, dopo GHOSTS di Eliza Douglas. Il progetto nasce con l'obiettivo di utilizzare la storica sede di Park Avenue come un "laboratorio di nuove prospettive", complementare alla programmazione della galleria. 

Per Scaccia, però, il rapporto con Bonami non nasce con Gagosian. L'artista era stata infatti inclusa nella 18ª Quadriennale di Roma del 2025, nella sezione curata dallo stesso Bonami. Il passaggio dalla Quadriennale alla mostra nella sede newyorkese di una delle più importanti gallerie internazionali aggiunge così un ulteriore elemento alla vicenda: quello del ruolo delle relazioni curatoriali e istituzionali nella costruzione della visibilità internazionale degli artisti italiani.
Nata a Veroli nel 1978 e residente a New York, Scaccia ha costruito la propria ricerca intorno alla rappresentazione del corpo attraverso gli oggetti che lo vestono, lo decorano e ne definiscono l'identità. Nei nuovi dipinti costruisce ambienti notturni e teatrali popolati da tessuti, parrucche, bigiotteria, scarpe, cinture, cerniere, catene di plastica, fiocchi, nappe e pellicce sintetiche. Questi elementi, accumulati in modo volutamente eccessivo, compongono figure senza volto, simili a corpi incompleti o marionette, impegnate in azioni quotidiane che sembrano non riuscire mai a portare a termine.Dal punto di vista tecnico, l'artista utilizza gesso e acrilico per ottenere superfici opache e colori attenuati, intervenendo poi con l'aerografo e con il colore a olio per enfatizzare alcuni dettagli. Il risultato è un'atmosfera sospesa e straniante, accentuata da tende, carte da parati, letti, sedie e scale illuminate da lampade, luci da lettura e candele.

Il dipinto più grande della mostra, Heels over Head—or Pillow Talk (2026), è un dittico che rielabora ironicamente la figura femminile sdraiata dell'Olympia di Édouard Manet e il tema della donna che legge in un interno, come nella Young Girl Reading di Fragonard. Al posto del corpo femminile compare un groviglio di tessuti e cuscini, privo di volto ma intento a sostenere un libro.

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