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aggiornato al 25 Giugno 2024
Silvia Rosi vince il C/O Berlin Talent Award
In *Protektorat*, l'artista italiana Silvia Rosi esamina le sue radici togolesi e analizza i sistemi di comunicazione e i segni all'interno delle strutture di potere coloniali ed egemoniche. Partendo da materiale d'archivio proveniente dagli Archivi Nazionali del Togo, mette in luce la vasta diffusione dei sistemi occidentali durante l'occupazione coloniale del Togo da parte del Reich tedesco e delle forze britanniche e francesi. La sua narrazione artistica si sviluppa attraverso molteplici forme visive e livelli sensoriali: immagini statiche e in movimento, accompagnate da suoni, ci permettono di vedere e ascoltare come le lingue locali, le tradizioni e la cultura visiva siano state sovrascritte e represse sotto il colonialismo. Rosi è sempre la protagonista di queste opere e inserisce le sue esperienze personali all'interno della storia collettiva in modo potente. L'intera giuria è stata conquistata dall'obiettivo complesso di Rosi di mettere in discussione "il documentario" nella fotografia all'interno del discorso postcoloniale, utilizzando approcci vari e innovativi.
Silvia Rosi (n. 1992, IT) è un'artista che vive tra Lomé (Togo) e Londra (Regno Unito). Nella sua pratica, utilizza la fotografia e le immagini in movimento per esplorare lo spazio dei ricordi, delle storie orali e delle (auto)rappresentazioni. Ha conseguito un BA in fotografia presso il London College of Communication, University of the Arts, Londra, nel 2016. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in istituzioni come la Collezione Maramotti (2024), il Brooklyn Museum (2024), Camera – Centro Italiano per la Fotografia (2023), MAXXI (2022), MA*GA (2022), LACMA (2021), Les Rencontres d’Arles (2021), Autograph ABP (2021) e la National Portrait Gallery di Londra (2020).
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