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La prima mostra di Diego Marcon a Parigi a Lafayette Anticipations

aggiornato al 09 Marzo 2026

La prima mostra di Diego Marcon a Parigi a Lafayette Anticipations

Prom, alla Lafayette Anticipations, dal 1 aprile al 19 luglio 2026, è la prima mostra personale di Diego Marcon a Parigi.

L'esposizione presenta quattro film realizzati utilizzando una combinazione di tecniche di animazione, oggetti di scena e figurine animate: *The Parents' Room* (2021), *Dolle* (2023), *La Gola* (2024) e *Krapfen* (2025). Ogni opera esplora i meccanismi della produzione dell'emozione attingendo a diversi generi cinematografici come il musical, il burlesque, il melodramma e i film horror. Tutti sono radicati nell'intimità della sfera domestica, mettendo in discussione le norme e i tabù che governano le relazioni umane. I personaggi, spesso ambivalenti, si muovono in situazioni grottesche, a volte violente, che provocano sia disagio che empatia. Tuttavia, l'artista non impone né una morale né una conclusione, evitando qualsiasi forma di risoluzione.

Per la prima volta, Diego Marcon svela alcuni degli oggetti creati e utilizzati nella realizzazione dei suoi film. Esposti "dietro le quinte", animatronici, protesi, mobili e scenografie infrangono l'illusione dell'immagine in movimento e mettono in discussione la nostra percezione della verità e la fiducia che riponiamo nelle immagini.

Il lavoro di Diego Marcon evoca sentimenti di empatia e vulnerabilità, senza moralizzare o offrire una conclusione fissa. La mostra, presentata alla Lafayette Anticipations, riunisce i suoi film ambientati in spazi domestici e privati. Questi mondi intimi e chiusi esplorano le relazioni tra individui e sondano le dinamiche di potere che li modellano.

Il titolo della mostra, *Prom*, si riferisce ironicamente al rituale americano del ballo di fine anno scolastico, una celebrazione popolare che segna il passaggio all'età adulta. La sua opera attinge a diversi linguaggi cinematografici, in particolare dal musical, dal melodramma, dai film horror e dalla commedia slapstick.

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