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Cinque italiani nella seconda edizione della Biennale d’Arte di Malta

aggiornato al 10 Marzo 2026

Cinque italiani nella seconda edizione della Biennale d’Arte di Malta

Con il tema CLEAN | CLEAR | CUT, dal 14 marzo al 29 maggio torna la Biennale d’Arte di Malta, giunta alla sua seconda edizione dopo il debutto del 2024. A guidarla è la direttrice artistica e curatrice internazionale Rosa Martínez.

La manifestazione riunisce oltre 130 artisti provenienti da 43 paesi. Nella mostra principale figurano anche cinque italiani: Concetta Modica, Loredana Longo, Maurizio Cattelan, Pamela Diamante e Salvatore Arancio.

Pamela Diamante presenta Estetica dell’Apocalisse (2017–2024), un progetto che riflette sul disastro come fenomeno estetico e simbolo della condizione contemporanea. Il lavoro, presentato per la prima volta nel 2018 alla Galleria Gilda Lavia nella mostra Welcome Apocalypse, si sviluppa attraverso una serie di dittici fotografici che accostano immagini documentarie di eventi catastrofici — terremoti, inondazioni, siccità, esplosioni — a opere d’arte di diversi autori.

È invece un’installazione video quella proposta da Salvatore Arancio: Their Eyes Have No Lids (2019), presentata al Forte Sant'Angelo. L’opera prende spunto dall’achoque, un anfibio in via di estinzione custodito in un convento domenicano a Michoacán, in Messico, e intreccia rituale, conservazione e vita monastica, mettendo in relazione devozione spirituale e cura biologica.

Concetta Modica propone invece un’azione collettiva aperta ai residenti e ai visitatori, strutturata come una preghiera condivisa attorno al libro d’artista Liturgia dei sepali, realizzato per l’occasione con Silvana Editoriale. L’incontro sarà guidato da un piccolo gruppo di coristi, mentre i partecipanti seguiranno la recita attraverso un breviario trilingue — in maltese, inglese e italiano — distribuito al pubblico. Tra i partecipanti figurano la poetessa maltese Elena Cardona e l’artista visivo Austin Camilleri.

Loredana Longo presenta The Mantle / Wearing My Loss (2002–2025). La sua pratica, che attraversa installazione, scultura e performance, indaga i temi del potere, della violenza e della trasformazione, spesso attraverso l’uso del fuoco come gesto performativo e simbolico.

La Biennale si articola in 27 padiglioni — quasi il doppio rispetto alla prima edizione — tra cui otto nazionali (Malta, Polonia, Spagna, Finlandia, Armenia, Cina, Serbia e Francia) e 19 tematici. Tra le collaborazioni internazionali figurano la Gwangju Biennale in Corea del Sud e la Çanakkale Biennial Initiative (CABININ).

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