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aggiornato al 06 Novembre 2025
Camilla Alberti selezionata per la prima edizione di Mozita 50, residenza in Mozambico per artisti italiani
Nasce MOZITA50 la prima residenza artistica dedicata alla promozione dell’arte contemporanea a cura di Valentina Ciarallo, promossa da Renco S.p.A. e con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Maputo. La residenza, su invito, ambisce a diventare un appuntamento annuale e si propone come un’opportunità unica per gli artisti italiani che desiderano intraprendere un percorso di ricerca e sperimentazione fuori dal proprio contesto abituale, confrontandosi con un nuovo orizzonte culturale, sociale e ambientale. L'obiettivo della residenza è la creazione di un'opera che nasca dal confronto e dalla contaminazione con la cultura mozambicana.
Il Mozambico, ricco di storia e cultura, esprime la sua vitalità artistica attraverso un mosaico di tradizioni e influenze. La capitale Maputo ne è il centro creativo, con gallerie, poli culturali e collettivi artistici che alimentano un ambiente dinamico, in continua evoluzione e aperto al dialogo internazionale
La residenza prevede momenti di condivisione e scambio con “open studio” per la presentazione pubblica del lavoro e dei processi di ricerca sviluppati durante il soggiorno presso l’Ambasciata italiana a Maputo e un workshop con l’artista presso la Renco S.p.A in Italia.
Fondata nel 1979 e con sede a Pesaro, Renco è un’azienda italiana attiva nel settore degli EPCs in ambito energetico, nello sviluppo di investimenti in infrastrutture e nel Real Estate, con una presenza consolidata in diversi Paesi, in Africa, Asia ed Europa. Presente dal 2013, Renco ha consolidato una significativa presenza in Mozambico, affiancando all'attività classica dell'EPC Contractor lo sviluppo di propri investimenti in importanti opere energetiche, logistiche e turistiche, soprattutto nel nord del paese.
L'artista selezionata per la prima edizione è Camilla Alberti, che dal 30 ottobre al 30 novembre intraprende l’esperienza di residenza nella capitale del Mozambico per realizzare un’opera originale destinata ad essere esposta presso l’Ambasciata d’Italia a Maputo.
Nata a Milano nel 1994, Camilla Alberti conduce una ricerca sulla trasformazione della materia attraverso oggetti di scarto, ispirandosi a tecniche antiche e pratiche alchemiche. Indaga come il decadimento di questi materiali riveli le interconnessioni all’interno dell’ecosistema. La sua ricerca comprende collaborazioni con scienziati, tra cui una recente presso l’Istituto di Biologia di Graz, in Austria, dove ha studiato le relazioni simbiotiche dei licheni.
Ha partecipato a residenze di ricerca internazionali, tra cui LaWayaka Current nel Deserto di Atacama, Cile (2023), dove ha approfondito tecniche di tessitura in relazione alle pratiche sciamaniche e alla cosmogonia andina, e la Residency MMCA Changdong presso il National Museum of Modern and Contemporary Art di Seul, dove ha proseguito lo studio delle pratiche sciamaniche legate alla trasformazione della materia nelle tradizioni coreane dei Mudang.
Il suo lavoro è stato recentemente esposto presso: Kunsthaus Graz (2025); Triennale di Milano (2025); Swivel Gallery, New York (2025); Padiglione Centrale della Biennale di Malta (2024), Malta; GIAF23, Gangneung, Corea del Sud (2023); Padiglione Italia, 14ª Biennale di Gwangju, Corea del Sud (2023); Akademie Graz (2023); Palazzo Vecchio e Museo Novecento (2022); Palazzo Strozzi (2021) in Italia; Museo Archeologico Schloss Eggenberg, Austria (2021).
Attualmente il suo lavoro è esposto alla 18ª Quadriennale d’Arte presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma.
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